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coronavirus covid-19

Come il Covid-19 ha ucciso l’ASAP

Cronache di uno smart-worker coatto


Sì, è vero, per chi fa questo mestiere è vincere facile quando si tratta di smart-working. Tutta la materia prima che lavoriamo ogni giorno è immateriale, è fatta di bit processati in vari modi, condivisibili e raggiungibili da luoghi diversi.

Basta avere un bel po’ di memoria – e qui hard disc e schede SD non mancano di certo – un computer, un pacchetto di software in cloud, un telefono, una connessione internet e poco più.

covid-19

Settimana del Covid-19 #01

Ieri si è conclusa la prima settimana di questo periodo di lavoro in remoto a tempo indeterminato tra difficoltà e piacevoli (ri)scoperte.

Le principali difficoltà di questa prima settimana del Covid-19 sono state naturalmente quelle legate agli spostamenti, all’isolamento, alla sospensione della vita sociale e affettiva; lo sconvolgimento delle abitudini, l’incertezza, le preoccupazioni, l’ansia, le paranoie. L’imbarazzo di non riuscire a trattenere un colpo di tosse in panetteria o incrociare una persona sullo stesso marciapiede e vederla scansare man mano che la distanza diminiusce. E così via.

Tutto ciò rinforzato dai bollettini quotidiani della Protezione civile, i terribili crolli nelle borse di tutto il mondo, le progressive chiusure una ad una delle attività produttive.

Ma oltre a tutte queste cose che ciascuno di noi conosce ormai bene, le difficoltà spicciole e facete della quotidianità lavorativa sono, in ordine sparso:

  • l’annullamento a data da definirsi di tutte le riprese previste
  • le video conference che non funzionano mai bene a causa di connessioni lente o altri problemi
  • cercare di concentrarsi sul lavoro con i bambini in casa e i vicini impazziti sui balconi con Rino Gaetano a 140dB
  • non avere la certezza della valvola di sfogo del weekend

#Goodnews dalla quarantena

Tuttavia per ciascune di queste piccole difficoltà aggiungerei una seconda lettura positiva:

  • riprese annullate, vero, ma di girato da montare ce n’è abbastanza per stare tranquilli alcuni mesi. Inoltre si possono riprendere i progetti accantonati da anni, per i quali non si trovava mai il tempo ed le energie da dedicare
  • le videoconferenze un po’ raffazzonate aiutano comunque lo spirito e il buon umore
  • bambini e dj da balcone fanno simpatia
  • la reclusione nel weekend aiuta a riprendere in mano la chitarra impolverata, i vecchi film e pure quel libro sul comodino che da anni attende di essere aperto anzichè reggere soltanto tazze e blister di tachipirina

E allora ecco che, a ben vedere, si iniziano a trovare anche altri aspetti positivi. Direi, ad esempio:

  • la qualità media dei menu della pausa pranzo è aumentata sensibilmente
  • quando si deve attraversare la strada per lo compravata necessità di fare la spesa alimentare – da solo e con autocertificazione – ci sono molte meno probabilità di essere investiti rispetto una settimana fa
  • trattandosi di una emergenza più emergenza delle altre non circolano più e-mail con richieste di consegna per il giorno dopo, non si vedono più ASAP negli oggetti delle mail, mentre al contrario fioccano i quando riuscite, non c’è fretta, etc. Ricordiamocelo quando l’emergenza sarà rientrata, perchè il Covid-19 uccide, ma lo stress da lavoro è altrettanto letale.
  • L’inquinamento è considerevolmente diminuito: nell’ultima settimana le polveri sottili a Torino sono sempre state al di sotto dei 50 μg/m³ (La Stampa e Arpa), cosa che non succedeva da un bel po’ di tempo nella città più inquinata d’Italia. E non dimentichiamo che anche l’inquinamento uccide.

Messaggio per i posteri: quando siamo privati di qualcosa è il momento in cui ne capiamo davvero l’importanza.

Sicuramente questa emergenza del Covid-19 ci obbligherà nel prossimo futuro a ripensare alcuni meccanismi della nostra società e forse qualche cambiamento sarà repentino.

Ma cerchiamo di vedere le cose positive di questa quarantena forzata, anche le più piccole e insignificanti. E di ricordarcele anche quando l’emergenza sarà rientrata.

Così, forse, il futuro che ci aspetta non sarà poi così male.


In chiusura qualche breve consiglio per i neofiti dello smart-working:

  • è vero che non vedi colleghi e clienti, ma abbi un minimo di amor proprio: togliti il pigiama, lavati la faccia, i denti e pettinati
  • metti la sveglia come se dovessi andare in ufficio: camuffare la voce quando il capo ti sveglia con una telefonata non è bello
  • non esagerare con i social, sei facilmente sgamabile
  • evita di tenere più di una birra in frigo, potrebbe essere pericoloso

Buona quarantena.